venerdì 30 agosto 2013

Curare un cucciolo di cane....

Ecco una pratica lista per tutti coloro che si vogliono cimentare per la prima volta nell’avventura di accudire un cane. C’è, ormai, un autentico labirinto di prodotti per animali, più o meno utili, in cui non è facile districarsi.


Tralasciando le cose più superflue e discutibili (come scarpe e vestiti che stanno ormai diventando dei must anche per gli amici a quattro zampe) questa classifica vi aiuterà a individuare ciò che è più necessario al comfort del vostro cane, non meno che al vostro, per una convivenza pacifica e serena e un cucciolo sano.
Giocattoli da mordere
giocattoli per cani
La prima necessità quotidiana di ogni cucciolo è giocare e mordicchiare: dai mobili alle caviglie, girerà per casa mordendo tutto ciò che si troverà davanti.
Per questo un giocattolo resistente e stimolante con il quale possa dare libero sfogo al suo istinto, è fondamentale per il cane. Potete sbizzarrirvi con giocattoli di tutte le forme, i colori e,in alcuni casi, anche i sapori, dato che si trovano in vendita anche giochi aromatizzati.Snack per cani
Snack per cani
Durante l’addestramento, anche amatoriale, del vostro cane è fondamentale il principio della ricompensa: ad ogni nuovo ordine appreso il vostro animale andrà ricompensato con qualcosa da mangiare.
È importante che si tratti di qualcosa di diverso dal solito affinché questo gesto venga percepito come una sorta di premio associato al compito che il cane è stato in grado di assolvere.Bisogna, quindi, privilegiare snack sani e non troppo grassi che il cane può gustare più volte nel corso della giornata senza controindicazioni per la sua forma e salute.
Smacchiatore
  1. Cane che fa pipìPuò sembrare banale ricordarlo, ma finché non sarete riusciti a insegnare al vostro cucciolo che c’è un posto specifico adatto per i suoi bisogni, che sia in casa o che sia fuori, il cane darà sfogo alle sue necessità senza badare troppo a dove si trova. Parquet pregiati, moquette e costosi tappeti persiani rientrano solitamente nella top ten dei luoghi prediletti. Meglio, quindi, armarsi in anticipo di un buon smacchiatore e di tanta pazienza.

Cibo sano
Cibo per cani
Molto spesso si tende a pensare che ciò che va bene per la nostra alimentazione sia adatto anche per il cane. Si innescano, così, meccanismi sbagliati che possono causare disturbi alla salute dei nostri animali e abitudini scorrette.La cosa migliore è sempre basarsi non sulle migliaia di allettanti pubblicità che ci bombardano dal mattino alla sera, ma piuttosto sui consigli del veterinario. E, se è vero che alimentare un cane secondo certe regole può essere oneroso, va ricordato che una corretta alimentazione è anche il modo migliore per prevenire malattie e di conseguenza evitare di pagare cure e trattamenti costosi. Un buon modo per risparmiare senza andare a discapito della qualità può essere affidarsi ai negozi online.
Shampoo per cani
Shampoo per cani
Anche in questo caso va ricordato che non necessariamente ciò che va bene per noi è adatto ai nostri amici a quattro zampe. Lo shampoo che usiamo ha un PH specifico per la cute dell’uomo e non per il pelo degli animali e potrebbe, quindi, seccarlo o danneggiarlo.
Il prurito causato da uno shampoo sbagliato può causare irritazioni che sono terreno fertile per infezioni di batteri. Il vostro cucciolo deve essere lavato, ma scegliete lo shampoo adatto a lui!
Paletta igienica per la raccolta degli escrementi
Paletta per cani
Tutti amano i cani, ma nessuno i loro escrementi. Bisogna prendere atto di questa constatazione che tutti, anche gli amanti dei cani, hanno fatto propria almeno una volta nel pestare accidentalmente un “bisognino” lasciato per strada da un padrone sbadato o noncurante.
Molti comuni sono recentemente scesi in campo con provvedimenti e multe specifiche da applicare ai padroni negligenti che non raccolgono le feci dei propri cani. L’amore per gli animali è un gesto nobile, ma bisogna assumersene onori e oneri.
Corsi di addestramento
Addestramento per cani
Non c’è bisogno di aspettare che il vostro cucciolo abbia quattro o cinque mesi per informavi sulle strategie migliori per addestrarlo. È meglio farlo da subito, tenendo sempre presente che avere in casa un cucciolo deve essere un modo per allietare la vostra vita e non trasformare la quotidianità in un inferno. Attraverso corsi specifici o a casa l’importante è che il vostro cane si abitui dall’inizio a imparare almeno le regole fondamentali per una felice convivenza.
Cuccia e coperte
Cuccia per cani
Molti padroni non riescono a separarsi dai propri animali nemmeno la notte sotto le coperte. E ci vuole un cuore di pietra per negare un pezzetto del nostro letto a un cucciolo impaurito e uggiolante appena arrivato in una casa sconosciuta.
Tuttavia, una volta abituatosi, il cane ama avere un posto tutto per sé e avere una cuccia può aiutarlo a ridurre l’ansia da separazione e a prevenire comportamenti distruttivi,come, ad esempio, rosicchiare i mobili. Vietato, però, usarla per le punizioni.
Libri sull’addestramento
Cani addestrati
Aggiornarsi costantemente sugli sviluppi delle tecniche di addestramento e su come vivere al meglio i rapporti con il migliore amico dell’uomo è importante per la felicità vostra e del vostro animale. Con tutti i libri che trovate in commercio sull’argomento non avete che l'imbarazzo della scelta!!
Spray amari: deterrenti contro la tentazione di mordere i mobili (e tutto il resto)
Cane che mordicchia i mobili
Tutto il legno dei vostri mobili, perlomeno quello ad altezza di caviglia, sarà messo a rischio con l’arrivo in casa del cucciolo. Mordicchiare le cose è un comportamento in parte dovuto alla noia, in parte una reazione ai denti che spuntano, ma è anche un modo per esplorare il mondo che circonda il cucciolo attraverso la bocca.
Esistono in commercio molti spray dal gusto amaro che, spruzzati sulle superfici che il cane ama mordere, dovrebbero rendergliele sgradite, ottenendo l’effetto di tenerlo alla larga.

giovedì 13 giugno 2013

L'educazione del cane

educare:Correggere il comportamento, rendere capaci di reagire alle situazioni quotidiane in modo coerente e consono alla società. L'educazione del cane lo mette in condizioni di essere inserito e pertanto più felice. Se un cane passeggia educatamente in mezzo alla gente è ben accetto perciò, non creando problemi, il padrone lo porterà fuori spesso e volentieri. Un cane ben educato mette in risalto un padrone altrettanto ben educato, rispettoso degli animali e del prossimo.
Un cane disciplinato è un cane libero.
Esistono diversi amanti degli animali che affermano di non desiderare un cane educato (ammaestrato) ma di volerlo lasciar vivere nel modo più naturale possibile. A commento di simili affermazioni è opportuno sottolineare che queste persone non hanno la più pallida idea della vita reale del cane; va ricordato che, entro i limiti consentiti dalla società degli umani è possibile comunque offrire ai nostri compagni un ambiente naturale, è sufficiente tenere un adeguato comportamento da capo branco nel rispetto della gerarchia del gruppo, come accadrebbe fra i componenti di un branco di canidi in natura.

addestramento a fini sportivi: Questo tipo di insegnamento è coerente con la natura del cane quando, pur richiedendo un livello di ubbidienza molto specializzato, rispetta la dignità e le caratteristiche caratteriali di ogni soggetto, indipendentemente dalla razza di appartenenza. Non è vero che tutti i pastori tedeschi amano combattere con un signore che non conoscono e che li minaccia senza una valida ragione. Sono fermamente convinto che vedere il proprio cane impegnato in un'attività sportiva è senza dubbio un'esperienza gratificante, ma non è assolutamente necessaria quanto l'educazione. Ciò che si raccomanda, ai proprietari che intendono sottoporre il proprio cane ad attività sportive, è di accettare sempre e comunque i suoi limiti, domandandosi prima, dopo e durante se anche lui è felice di sottoporsi agli esercizi, previsti dalla disciplina sportiva. 
A costo di attirarmi le ire di chi non condivide le mie opinioni, posso affermare di non aver mai visto un cane esultare per aver vinto una gara, al contrario, ho avuto modo di vedere molti padroni pavoneggiarsi, con altri umani, sfoggiando i simboli della vittoria del loro cane.

scopo dell'educazione
Così come gli umani devono sottostare ad alcune fondamentali regole comportamentali per essere accettati dalla società, così anche i cani dovrebbero, nel limite delle loro caratteristiche, adattarsi alla vita dei loro padroni. Nell'intervenire sul comportamento, non dobbiamo cercare di umanizzare il cane, sarebbe chiedere troppo, dobbiamo educarlo ad avere abitudini che non interagiscano in modo negativo con coloro che ci e gli stanno intorno. La ragione per cui molti non amano i cani, è dovuta ad esperienze negative avute con loro in passato, a questo riguardo va' ricordato che il più delle volte non esistono cani ineducati, ma padroni che non conoscono l'educazione.

nome del cane il nome del cane dovrebbe essere molto breve e secco tale da provocare un suono deciso quando viene pronunciato. Il nome deve suonare come un comando per il cane, deve generare un riflesso tale da fargli interrompere qualsiasi azione stia facendo in quel momento, per la nostra ma in particolare per la sua sicurezza. 
secondo nome
E' utile ed importante dotare il cane di un secondo nome che suoni come un vezzeggiativo, un nome che suoni dolce a lui e a noi. Verrà usato quando lo si deve rassicurare o lodare. E' molto usato durante le fasi di educazione quando lo si deve gratificare oppure quando lo si deve tranquillizzare in occasioni di visite veterinarie od altro.

alimentazioneNon inventatevi nulla, molti esperti hanno impiegato tempo e denaro per trovare alimenti giustamente equilibrati e adatti. Se l'alimentazione è casalinga, il vostro veterinario è un punto fermo per avere le giuste informazioni.
Il nostro dovere è quello di alimentare in modo adeguato il nostro cane.
Le cose che si raccomandano:
  • usa una dieta adatta all'età ed alla vita quotidiana del cane
  • varia la dieta il più possibile
  • mantieni più o meno costante l'ora del pasto
  • non dare nulla fuori pasto
  • a turno,tutti i componenti della famiglia devono somministrare i pasti
  • gli esercizi di educazione devono avvenire a stomaco vuoto, l'ideale sarebbe terminare gli esercizi con la somministrazione del pasto.

    correzioneLe correzioni sono necessarie a controllare o ad annullare alcuni comportamenti sgraditi, generati da stimoli non controllabili. Va ricordato che, il cane ripropone con frequenza uno specifico comportamento, in quanto la conclusione dell'evento è piacevole e gratificante ( rinforzo positivo ), volendo avviare una specifica correzione, è inutile accanirsi sull'effetto durante la sua manifestazione, è necessario invece intervenire sulla conclusione rendendola spiacevole e non gratificante ( rinforzo negativo ). Gli interventi devono essere decisi e convinti negli intenti, ma assolutamente non traumatici nell'esecuzione. Per ottenere dei risultati solidi nel tempo, devi intervenire con pazienza  e fermezza, senza cadere in smancerie o impugnare il bastone, usa la testa. E' indispensabile cercare di capire quali sono le debolezze del cane, ricorda però che i metodi che funzionano per alcuni, possono generare effetti opposti in altri, perciò evita di copiare sistemi di sana pianta, prendi spunto ma poi adatta il tutto alla tua realtà.
    Spesso i risultati tardano a venire, non scoraggiarti, devi innanzitutto convincere te stesso che ciò che stai facendo è giusto e necessario, ti renderai conto dei risultati nel momento in cui non cercherai più di perseguirli.
    Un buon padrone si può definire tale quando rispetta la libertà ed i diritti degli altri, pretende rispetto dal proprio cane tenendo conto delle sue esigenze e della sua natura.

Come controllare l'aggressività tra cani

L’aggressività nei confronti degli altri cani è chiamata “aggressività intraspecifica”, ossia tra soggetti della stessa specie. Può essere diretta a cani appartenenti alla stessa famiglia o a cani sconosciuti. Il caso che viene descritto fa parte del secondo gruppo, che è anche il comportamento più frequente. In generale, i conflitti sono meno dannosi, di quelli tra “familiari” e interessano in prevalenza cani maschi. L’aggressività fra cani diventa generalmente evidente al momento della maturità sociale (diversa da quella sessuale) che avviene in un periodo compreso tra i 18 e i 24 mesi,quando cominciano le prime sfide per l’affermazione del proprio status sociale. È possibile che alla base delle manifestazioni aggressive di Pallino ci siano due componenti: una forma di paura dovuta al trauma subito e una componente legata alla maturità sociale e sessuale (infatti non aggredisce le femmine). E lo dimostra il fatto che se prima, quando era più giovane, aveva paura adesso reagisce aggredendo gli altri cani, riuscendo in questo modo ad allontanare la “fonte” della sua paura. Il cane ha imparato così che con la reazione aggressiva ottiene qualcosa e tenderà a ripetere lo stesso comportamento in situazioni simili. L’atteggiamento più corretto, da tenere in questi casi, è quello di cercare di prevenire gli incontri troppo ravvicinati con altri cani, magari cercando di capire se c’è una distanza di “sicurezza” che rende Pallino più tranquillo. In questo caso quando questo si verifica si potrebbe premiare il cane con qualcosa di buono (per essere stato tranquillo senza forzature) e poi allontanarsi dall’altro cane. Questa distanza potrebbe essere gradualmente ridotta con molta attenzione e in modo molto lento. Ma se proprio l’incontro ravvicinato dovesse essere inevitabile, meglio allontanarsi il più presto possibile, ignorando il comportamento di Pallino, anche se inizia a agitarsi e ringhiare e senza tentare di farlo tacere se abbaia. Ma la cosa che consigliamo in casi piuttosto gravi come questo è comunque di rivolgersi a un veterinario comportamentista per una diagnosi del problema.

lunedì 10 giugno 2013

Come insegnare i cani a nuotare

Che il nuoto fosse uno degli sport più completi per gli umani è cosa nota, ma forse non tutti sanno che è perfetto anche per i cani, in quanto stimola tutta la muscolatura, fortifica cuore e polmoni e non è faticoso per le articolazioni. Il nuoto, quindi, è l’attività perfetta sia per i cuccioli, che devono sviluppare i muscoli, che per i cani adulti.
In genere i cani sanno nuotare bene, ci sono poche razze che non sono adatte al nuoto per la loro conformazione fisica, come ad esempio il bulldog perché ha il torace largo e le zampe corte, caratteristiche che rendono i movimenti difficoltosi da compiere.
In via di principio ai cani l’acqua piace molto; ce ne sono alcuni che proprio non la sopportano ma generalmente è dovuto ad un approccio sbagliato con essa, e a volte è colpa del padrone. Ad esempio, l’errore che viene compiuto più spesso, è quello di lanciarlo in acqua: niente di più sbagliato: come per gli umani, bisogna rispettare l’indole e il carattere del cane.



Per far avvicinare il vostro cane al nuoto cercate un posto tranquillo e poco frequentato, come un fiume o un laghetto senza corrente; lasciategli esplorare l’ambiente circostante senza guinzaglio e lasciatelo avvicinare autonomamente all’acqua senza forzarlo. Quando il vostro animale inizierà a bagnarsi le zampe, fategli molti complimenti in modo che percepisca che l’acqua non è pericolosa.
Non appena vedete che il cane si trova a suo agio nell’acqua poco profonda, lanciategli una palla nell’acqua un poco più alta e vedete se va a riprenderla; ogni volta che il cane si avventurerà a largo, complimentatevi con lui. Continuate questo esercizio per un po’ di volte, in modo che il cane prenda sempre più confidenza con l’acqua alta, fino a quando sarà costretto a nuotare per raggiungere la palla.
In questo modo giocoso e graduale, il cane non avrà paura dell’acqua e in poco tempo imparerà a nuotare; l’importante è che non lo costringiate ad andare subito nell’acqua alta e che rispettiate i suoi tempi.

domenica 9 giugno 2013

La termoregolazione nei cani da caccia

I cani vengono definiti mammiferi “omeotermi”: questo termine, all’apparenza così misterioso, in realtà significa semplicemente che, al contrario di animali come i rettili, sono in grado di mantenere la loro temperatura corporea abbastanza costante, al variare delle condizioni esterne. Mentre cioè una lucertola, per aumentare la propria temperatura, è costretta a veri e propri bagni di sole, il cane può tollerare variazioni esterne limitate senza diventare ipotermico o febbricitante. 

Ma conoscere i meccanismi che glielo permettono è importante per evitargli problemi seri, sia nel caldo torrido delle nostre estati, sia in inverni rigidi. Vedremo che la loro tolleranza alle alte temperature è molto più limitata della nostra e, quindi, se noi percepiamo la giornata afosa con fastidio, probabilmente il nostro ausiliare ne sta proprio soffrendo. 

La termoregolazione nei cani da cacciaInnanzitutto, va detto che i meccanismi che nel cane portano ad un corretto controllo della temperatura non sono ancora presenti nei cucciolialla nascita. Essi, appena nati, hanno la necessità vitale di stare l’uno accanto all’altro, possibilmente a stretto contatto con la madre; in effetti, fino ad almeno due settimane di vita, i cuccioli non riescono a mantenere la loro temperatura a livelli vitali se non grazie al contatto con una fonte di calore e, distaccati da essa per qualche ora, rischiano di morire per ipotermia. 

E’ per questo che ogni cucciolo, anche se ancora cieco e sordo, ricerca istintivamente il contatto con i fratellini. Solo dopo le tre settimane di vita, i cuccioli diventano animali omeotermi autonomi, con una temperatura costante che si aggira tra i 39° e i 39,5°, generalmente maggiore di qualche decimo di grado centigrado rispetto ad un cane adulto. 

Per combattere il freddo, fenomeno che i nostri cani sopportano abbastanza bene, vengono messi in atto sostanzialmente due meccanismi. Prima di tutto, l’organismo cerca di ridurre la perdita di calore, sia in modo involontario che volontario, in secondo luogo può tentare di aumentarne la produzione.

La percezione di freddo da parte dell’organismo fa sì che si contraggano i piccoli vasi sanguigni dei tessuti periferici, cioè della pelle che riveste orecchie e arti. In questo modo si dissipa meno calore attraverso la circolazione perché il sangue si raffredda di meno, scorrendo in superficie solo in modeste quantità. Inoltre, il mantello di tutti i cani, anche quelli a pelo corto, in inverno s’infoltisce e si allunga, così da aumentare l’isolamento termico, imprigionando aria che rimane calda proprio vicino alla cute. Grazie poi alla contrazione dei muscoli orripilatori, situati alla base degli stessi peli, essi possono essere eretti aumentando lo “spessore” del mantello. 

Alcuni cani, in particolare quelli da slitta, sono sopravvissuti a climi micidiali proprio grazie alla dura selezione che li ha dotati sia del mantello che di un fitto sotto pelo che gli consente di dormire sulla neve, a temperature di molte decine di gradi sotto lo zero. Molti cani, abituati ormai a vivere nelle nostre case e, quindi, quasi ad un’inversione artificiale del clima, caldo d’inverno e fresco d’estate, faticano ad adattarsi e la naturale muta primaverile ed invernale del mantello si sta lentamente trasformando in una costante, moderata perdita di pelo per tutto l’anno. Come se l’organismo tentasse inutilmente di adattarsi e capirci qualcosa di tutti gli sbalzi a cui termosifoni, condizionatori, ventilatori e quant’altro costantemente lo sottopongono. 

La termoregolazione nei cani da cacciaVolontariamente il cane che ha freddo mette poi in atto il caratteristico atteggiamento del raggomitolamento a palla, che riduce la superficie di area corporea esposta. Se, nonostante tutti questi tentativi, l’organismo continua a dissipare calore, il cane, come noi, comincerà a tremare, aumentandone la produzione. 

Mentre il modo di affrontare il freddo da parte dei nostri cani risulta molto simile al nostro e, tutto sommato, decisamente efficiente, stessa cosa non si può dire per quanto riguarda il caldo. Noi, in una calda giornata estiva, permettiamo a tutta la superficie corporea di dissipare calore, non solo mediante la ma anche e soprattutto mediante la sudorazione. Quando il sudore evapora, la nostra cute disperde calore. 

Nel cane questo meccanismo non è così efficiente come nell’uomo e le ghiandole sudoripare sono rare ed estremamente localizzate: si trovano, infatti, esclusivamente sui cuscinetti plantari e palmari e sui polpastrelli delle dita. Il cane, pertanto, suda solo attraverso di essi ed è caratteristico vedere come, quando è accaldato o impaurito, lascia le impronte del proprio passaggio su di un piano lucido. L’evaporazione del sudore dai cuscinetti raffredda però la circolazione solo a livello delle zampe, e il suo beneficio non si risente nella grande circolazione.

Quindi i cani devono mettere in atto un altro sistema per dissipare calore, ingegnoso anche se non efficiente come il nostro: un sistema di vaporizzazione acquea collocato nelle cavità nasali. La cavità nasale del cane, infatti, nasconde delle sottili lamelle ossee, dette turbinati, rivestite da una membrana mucosa costantemente inumidita dalla secrezione acquosa di una ghiandola. L’aria inspirata dal cane attraversa queste lamelle, facendone continuamente vaporizzare l’umidità e raffreddando così il naso. Il naso freddo e umido di un cane sano permette pertanto di rinfrescare il sangue che circola nei suoi vasi sanguigni superficiali. Questo sangue, ricircolando attraverso il corpo, riesce a raffreddare il cane. 

Se il cane però è particolarmente accaldato, eliminerà l’aria in uscita non attraverso il naso, che altrimenti si riscalderebbe troppo, ma attraverso la bocca. Così facendo l’aria in uscita, scorrendo sopra la lingua, evapora e la fa raffreddare, con conseguente raffreddamento del sangue che circola a questo livello. E’ per tale motivo che nelle giornate particolarmente afose i cani, la cui media di atti respiratori, in condizioni ottimali, è intorno a 30-40 al minuto, arrivano ad “ansare” ben 300-400 volte al minuto. Questa attività di refrigerazione determina ovviamente una grande dispersione non solo di calore ma anche di liquidi, che devono essere accuratamente recuperati affinché il cane eviti una vera e propria disidratazione. 

sabato 8 giugno 2013

Consigli sul comportamento dei nostri AMICI a 4 ZAMPE

Se il vostro cane vi salta addosso, ignoratelo.
Non toccatelo, non parlate, giratevi e rimanete immobili, oppure andatevene, concedetegli attenzione solo se non vi salta addosso.

Se sta rosicchiando una scarpa, distraetelo e dategli qualcos’altro in cambio.
Battete le mani, fischiate o scuotete la scatola di biscotti. Quando molla la scarpa, chiamatelo e dategli un osso di pelle da rosicchiare, dicendogli “bravo”. Togliete le scarpe dalla sua portata. Se non può rosicchiarle, non imparerà a farlo.

I cani non abbaiano senza motivo, Garantitegli gioco, compagnia e movimento.
Potrebbe essere annoiato, stressato, o sentirsi solo. Trovate il tempo di portarlo fuori a correre e giocare. Premiatelo con attenzioni e bocconcini quando sta zitto. Evitate di uscire in giardino mentre abbaia, perché in questo modo associa l’abbaio alle attenzioni.
 

Se vi rosicchia le mani, smettete di giocare insieme, premiate un comportamento alternativo.
Premiatelo con complimenti e carezze quando vi lecca, oppure insegnategli a leccarvi spalmandovi un po’ di succo di frutta sulla mano. Dire “Ahia!” funziona solo se il cucciolo sa che “Ahia!” precede una punizione (andarsene, sgridarlo).

Se è minaccioso con gli altri cani o sulla ciotola, il vostro cane pensa di avere un problema.
Agite sulla causa, non sulla conseguenza. Invece di impedirgli di ringhiare, cercate di fare in modo che non ne abbia più motivo. Insegnategli a rimanere calmo, e associare quella situazione a uno stato emotivo neutro o positivo.

Se tira al guinzaglio, fermatevi, sfruttate la capacità del cane di collaborare.
Non ripartite finché non smette. Se insistete, il cane capirà presto che l’unico modo per andare dove vuole è… seguirvi!

Se proprio volete usare la punizione, utilizzate sempre un avvertimento “No”, “Guai”. In questo modo il cane è in grado di evitare lo scontro interrompendo il proprio comportamento.

Anche i cani possono scottarsi in estate...

Mare, montagna, campagna. Chi va in vacanza con il proprio cane (e sempre più numerosi sono coloro che lo fanno) deve avere ben chiara la destinazione dove recarsi con l’amico a quattro zampe. Felice di fare tutto ciò che fa il padrone, senza tener conto dei rischi per la salute. Non li conosce, così come spesso non ne è al corrente il padrone. Preoccupazioni eccessive? Può darsi. Eppure pochi sanno che un cane al mare rischia le scottature come gli umani e che ha bisogno di specifiche creme protettive. Come pure può risentire di lunghe passeggiate in montagna se non è allenato. Dei viaggi in macchina durante gli assolati e tormentati esodi per le vacanze forse si sa già di più, ma dei colpi di caldo sulla spiaggia ben pochi ne tengono conto.
ATTENTI AL «PASSAPORTO» - Angelo Troi, segretario nazionale del sindacato dei veterinari libero-professionisti (Sivelp), svela al Corriere alcuni dei rischi «impensabili». Da cui trarre un manuale sul come affrontare le vacanze con l’amico a quattro zampe. Prima di tutto: durante i trasferimenti in auto come comportarsi? «Soste frequenti, acqua a disposizione e cibi leggeri sono norme di buon senso per il viaggio. Sono in commercio degli spray a base di sostanze odorose (ferormoni) che tranquillizzano l'animale, per farlo sentire a proprio agio». Il Sivelp ha anche predisposto un memorandum sul proprio sito. Dai documenti da portare in viaggio, alle regole da rispettare (in particolare i divieti). La prima cosa da fare quando si parte con i propri animali è di verificare di averli iscritti all’anagrafe e di avere, quindi, con sé il libretto sanitario al fine di agevolarne la cura in ogni parte del Paese. «Mai dimenticare il passaporto, soprattutto se si va all’estero», dice Troi. Il passaporto? Ma come anche i cani lo devono avere? «Certo. Si tratta di un libretto di colore blu rilasciato dalle Asl sul quale il veterinario di fiducia certifica: vaccini, trattamenti antiparassitari e il buono stato di salute». Nel caso specifico dell’anti-rabbica, per i soli spostamenti all’interno del territorio nazionale, il passaporto può essere sostituito da un certificato di vaccinazione (modello 12) da esibire in caso di eventuali controlli.
UNA VACANZA AL MARE - Prima ipotesi. Vacanza al mare. A parte le spiagge vietate o la conoscenza dei bagni attrezzati, le regole del buon vivere (guinzaglio o meno) e i vari divieti, quali rischi per la salute del buon Fido? E’ vero che anche gli amici pelosi possono scottarsi? «I cani possono essere sensibili al sole e non vanno dunque esposti nelle ore più calde della giornata. Devono stare al riparo dai raggi solari sotto l’ombrellone (le spiagge attrezzate prevedono anche ombrelloni apposta per loro). Le parti del corpo non coperte dal pelo vanno protette con le creme solari create appositamente (sono frequenti i casi di ustione degli animali nelle parti del corpo non protette). Vanno fatti bere più volte al giorno per favorire la loro idratazione. Importante è poi la doccia dopo ogni bagno al mare, come per le persone». La doccia? «Per togliere la salsedine. Dopo ogni bagno o la sera al termine della giornata in spiaggia, il cane va lavato con l’acqua dolce al fine di togliere il sale dell’acqua marina. Se non viene tolto, e si bagna con frequenza, si espone il cane a patologie della pelle che è sempre meglio evitare». E il nuoto? E’ pericoloso? «Gli amici a quattro zampe sono come noi e se non sono allenati a fare movimento si affaticano molto. E’ fondamentale dare loro il tempo di allenarsi aumentando in maniera graduale ogni giorno il tempo dedicato all’attività sportiva. I principali sintomi in caso di affaticamento sono: forte accelerazione del battito cardiaco, stanchezza e dolore muscolare per la formazione di acido lattico che arriva quasi a paralizzare gli animali per alcuni giorni». Attenzione poi ai colpi di calore. Da un’indagine fatta dai veterinari Sivelp è risultato che i colpi di calore sono tra le principali cause dei malori estivi dei cani. Che cosa fare nel caso? «E’ necessario bagnare costantemente l’animale con abbondante acqua fresca, fino a quando non si riprende completamente».
IN MONTAGNA E IN CAMPAGNA - Rischi anche in montagna o in campagna. Un cane cittadino non conosce nulla di questi ambienti, ma l’istinto lo porta comunque a strafare. «Per i cani che non sono già abituati a lunghe passeggiate, è dannoso e molto faticoso costringerli a lunghi percorsi in montagna. Le conseguenze sono: l'usura dei cuscinetti sotto le zampe al punto da rendere faticosi gli spostamenti e l’acido lattico che si forma nei muscoli che, nella maggior parte dei casi, li rende doloranti e non più in grado di camminare - o di farlo con grande fatica - per alcuni giorni. Vi sono apposite scarpette per proteggere le zampe dell’animale se si prevedono lunghe passeggiate su fondi rocciosi». E il rischio vipere? In montagna o in campagna si possono incontrare. «Non è raro – conferma Troi -. Nel caso dovesse accadere, è fondamentale non cadere nel panico, il cane va fatto camminare lentamente fino a destinazione o meglio trasportato, e non vanno usati prodotti a base di alcool per disinfettarlo. L’animale va portato subito presso un ambulatorio veterinario che procederà con la cura. C’è un alto livello di successo della terapia d’urto se il cane viene sottoposto alle cure nelle prime ore dal morso». Infine, le punture d’insetto. «Un cane non abituato alla campagna è curioso e la sua curiosità lo rende frequentemente vittima di insetti come api e vespe. Si avranno gonfiori localizzati, asimmetrici e dolenti. Se il vostro animale è allergico o manifesta difficoltà respiratorie è consigliabile una visita urgente».