sabato 4 maggio 2013

Tutto quello che volete sapere sui cani



Il cane (Canis lupus familiaris) è un mammifero onnivoro. Con la domesticazione si è distinto dal suo predecessore  cane (Canis lupus familiaris) è un mammifero onnivoro. Con la domesticazione si è distinto dal suo predecessore carnivoro, il lupo, del quale rappresenta una forma neotenica (va detto che questa viene considerata nel mondo scientifico ancora una teoria) e rispetto al quale ha canini meno aguzzi, intestino più lungo, ed è privo di artigli affilati.
Il cane è dunque un lupo ammansito, primo animale domestico fra quanti seguiranno nel corso dei secoli. La sua evoluzione è stata molto rapida. Secondo alcuni scienziati, il cane si sarebbe “riprodotto” in domesticità oltre cinquemila volte, e tutto quanto nel fisico e nella psiche esiste oggi in lui proverebbe dal lupo e da mutazioni casuali, mentre le ibridazioni con lo sciacallo sarebbero piuttosto trascurabili. Lupo e cane, pur avendo comuni antenati, hanno poi seguito due strade diverse: l’uno ha mantenuto selvatichezza e ferocia, l’altro è diventato domestico. Ma le caratteristiche di base si sono conservate nei secoli: entrambi, cane e lupo, agitano la coda in segno di contentezza, la tengono tra le zampe se sono impauriti, arricciano le labbra e ringhiano quando sono arrabbiati, marcano con l’odore il proprio territorio, la gestazione ha la stesa durata, sono vittime delle stesse malattie e dei medesimi parassiti.
La razza più antica addomesticata fra i Cani che vennero osteologicamente scoperti in territorio europeo, è il Cane della torba o Canis familiaris palustris. Con i costruttori di palafitte si ebbero il Cane della torba anzidetto, il bue della torba, la pecora della torba, la capra della torba, il maiale della torba. Afferma lo Tschudy che basandoci sui reperti osteologici troviamo che oltre al Cane della torba gli altri animali domestici dimostrano la loro discendenza da animali oriundi dell’Asia e con ciò viene risolto anche l’enigma circa la località da cui provennero gli uomini delle palafitte. Dal tipo primitivo si ebbero, sempre in lontanissime epoche, altre forme poiché il Cane così addomesticato rivelò stupefacenti possibilità di adattamento. Via via, nelle scoperte di fossili successive si reperirono reliquati lo studio dei quali rivelò le forme che dettero origine ai vari gruppi. Così negli strati del bronzo si scoprirono cani di grossa taglia e a questo tipo di cane fu dato il nome di Canis familiaris matris optimae o Cane del bronzo, probabile ancestrale del Cane da pastore.
Venendo a epoca più recente, molto importante è la suddivisione delle razze canine, esistenti in Inghilterra nel 1570, fatta dal dr. Caius, al secolo John Keys, nell’opera in latino De canibus britannicis. Il Medioevo e il Rinascimento segnano il trionfo dei Cani da caccia, specie delle razze di segugi le cui mute (in Francia si crearono razze proprie di grandi Casate) costituivano appannaggio di re e di potenti. Famiglie illustri, anche italiane, usavano scambiarsi coppie o mute di Cani come doni di superlativo pregio. Anche i cani da salotto erano tenuti in grande considerazione tra le grandi dame e dipinti celebri (Tintoretto, Tiziano, Carpaccio, Watteau, Boilly, Goya e tanti altri) ne hanno immortalato le sembianze e indicano che vari tipi sono rimasti pressoché immutati.
Dal Buffon (1707-1788) fino a noi, vennero tracciate varie classificazioni scientifiche: Buffon si basava sulla forma e sul portamento delle orecchie, Cuvier (1769-1632) stabilì una classificazione in base alla conformazione craniana con 4 classi suddivise in sezioni, Cornevin sulle particolarità del cranio, sul portamento delle orecchie e sulla natura del pelo, Dechambre (attorno al 1920) sulla natura della testa e sulle estremità, classificando le razze canine in rettilinee, concavilinee e convessilinee, regolando le suddivisioni anche in base alla varietà di pelo. Pierre Mégnin, contemporaneo, ha diviso tutte le razze in 4 gruppi: Lupoide, Braccoide, Molossoide e Graioide, e in ogni gruppo considera cinque stature e moli. Per la redazione degli standards (modello tipo) viene tutt’oggi considerata quest’ultima classificazione benché non rigorosamente scientifica. Il Cane è oggigiorno diffuso in ogni parte del mondo, impiegato come in tutti i tempi, per la caccia, la guardia, la pastorizia, la compagnia, il tiro (in Belgio esiste un mastino impiegato per il traino dei carretti del latte), servizi di guerra e sanitari. A tante molteplici attività si sono recentemente aggiunti i servizi per la polizia, antibracconaggio e, la più nobile, per la guida dei ciechi. In Inghilterra i Cani giuda vengono chiamati Seeing eye (l’occhio che vede). Nelle terre polari tra il 64° e il 72° grado di latitudine, nella regione boreale che comprende la Siberia, la Lapponia, la Kamcatka, la Groenlandia, l’Islanda e l’Alaska, vivono in grandissimo numero Cani per traino delle slitte, di varie razze, presenti da quando esiste l’uomo come abitante di quelle desolate terre, indispensabili alla sua vita nel grande Nord. Meravigliosa è l’attività di quei fortissimi Cani che percorrono da 30 a 40 km al giorno, instancabilmente (un gruppo di 15 Cani traina carichi sino a 700 kg.).carnivoro, il lupo, del quale rappresenta una forma neotenica (va detto che questa viene considerata nel mondo scientifico ancora una teoria) e rispetto al quale ha canini meno aguzzi, intestino più lungo, ed è privo di artigli affilati.
Il cane è dunque un lupo ammansito, primo animale domestico fra quanti seguiranno nel corso dei secoli. La sua evoluzione è stata molto rapida. Secondo alcuni scienziati, il cane si sarebbe “riprodotto” in domesticità oltre cinquemila volte, e tutto quanto nel fisico e nella psiche esiste oggi in lui proverebbe dal lupo e da mutazioni casuali, mentre le ibridazioni con lo sciacallo sarebbero piuttosto trascurabili. Lupo e cane, pur avendo comuni antenati, hanno poi seguito due strade diverse: l’uno ha mantenuto selvatichezza e ferocia, l’altro è diventato domestico. Ma le caratteristiche di base si sono conservate nei secoli: entrambi, cane e lupo, agitano la coda in segno di contentezza, la tengono tra le zampe se sono impauriti, arricciano le labbra e ringhiano quando sono arrabbiati, marcano con l’odore il proprio territorio, la gestazione ha la stesa durata, sono vittime delle stesse malattie e dei medesimi parassiti.
La razza più antica addomesticata fra i Cani che vennero osteologicamente scoperti in territorio europeo, è il Cane della torba o Canis familiaris palustris. Con i costruttori di palafitte si ebbero il Cane della torba anzidetto, il bue della torba, la pecora della torba, la capra della torba, il maiale della torba. Afferma lo Tschudy che basandoci sui reperti osteologici troviamo che oltre al Cane della torba gli altri animali domestici dimostrano la loro discendenza da animali oriundi dell’Asia e con ciò viene risolto anche l’enigma circa la località da cui provennero gli uomini delle palafitte. Dal tipo primitivo si ebbero, sempre in lontanissime epoche, altre forme poiché il Cane così addomesticato rivelò stupefacenti possibilità di adattamento. Via via, nelle scoperte di fossili successive si reperirono reliquati lo studio dei quali rivelò le forme che dettero origine ai vari gruppi. Così negli strati del bronzo si scoprirono cani di grossa taglia e a questo tipo di cane fu dato il nome di Canis familiaris matris optimae o Cane del bronzo, probabile ancestrale del Cane da pastore.
Venendo a epoca più recente, molto importante è la suddivisione delle razze canine, esistenti in Inghilterra nel 1570, fatta dal dr. Caius, al secolo John Keys, nell’opera in latino De canibus britannicis. Il Medioevo e il Rinascimento segnano il trionfo dei Cani da caccia, specie delle razze di segugi le cui mute (in Francia si crearono razze proprie di grandi Casate) costituivano appannaggio di re e di potenti. Famiglie illustri, anche italiane, usavano scambiarsi coppie o mute di Cani come doni di superlativo pregio. Anche i cani da salotto erano tenuti in grande considerazione tra le grandi dame e dipinti celebri (Tintoretto, Tiziano, Carpaccio, Watteau, Boilly, Goya e tanti altri) ne hanno immortalato le sembianze e indicano che vari tipi sono rimasti pressoché immutati.
Dal Buffon (1707-1788) fino a noi, vennero tracciate varie classificazioni scientifiche: Buffon si basava sulla forma e sul portamento delle orecchie, Cuvier (1769-1632) stabilì una classificazione in base alla conformazione craniana con 4 classi suddivise in sezioni, Cornevin sulle particolarità del cranio, sul portamento delle orecchie e sulla natura del pelo, Dechambre (attorno al 1920) sulla natura della testa e sulle estremità, classificando le razze canine in rettilinee, concavilinee e convessilinee, regolando le suddivisioni anche in base alla varietà di pelo. Pierre Mégnin, contemporaneo, ha diviso tutte le razze in 4 gruppi: Lupoide, Braccoide, Molossoide e Graioide, e in ogni gruppo considera cinque stature e moli. Per la redazione degli standards (modello tipo) viene tutt’oggi considerata quest’ultima classificazione benché non rigorosamente scientifica. Il Cane è oggigiorno diffuso in ogni parte del mondo, impiegato come in tutti i tempi, per la caccia, la guardia, la pastorizia, la compagnia, il tiro (in Belgio esiste un mastino impiegato per il traino dei carretti del latte), servizi di guerra e sanitari. A tante molteplici attività si sono recentemente aggiunti i servizi per la polizia, antibracconaggio e, la più nobile, per la guida dei ciechi. In Inghilterra i Cani giuda vengono chiamati Seeing eye (l’occhio che vede). Nelle terre polari tra il 64° e il 72° grado di latitudine, nella regione boreale che comprende la Siberia, la Lapponia, la Kamcatka, la Groenlandia, l’Islanda e l’Alaska, vivono in grandissimo numero Cani per traino delle slitte, di varie razze, presenti da quando esiste l’uomo come abitante di quelle desolate terre, indispensabili alla sua vita nel grande Nord. Meravigliosa è l’attività di quei fortissimi Cani che percorrono da 30 a 40 km al giorno, instancabilmente (un gruppo di 15 Cani traina carichi sino a 700 kg.).

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